diotimacomunità filosofica femminile

per amore del mondo Numero 5 - 2006

Mitiche

Tessere “per” la vita. Prendendo spunto da “Aracne” di Eva Cocca

Aracne è uno dei miti più importanti e significativi della cultura classica. Ma, per la sua esemplarità icastica, scabra, essenziale ha poco suggestionato sceneggiatori, produttori e registi cinematografici. A quanto risulta di significativo, il personaggio di Aracne è in una serie di cartoni animati giapponesi, la cui edizione italiana aveva per titolo “C’era una volta… Pollon”[1].

Perciò è importante il corto di animazione “Aracne”[2] realizzato da Eva Cocca[3] nel 1999. Cocca è autrice e regista del film, realizzato in coproduzione con la Scuola Civica di Cinema e Nuovi Media di Milano. I riconoscimenti avuti da questo film avvalorano un giudizio di estrema qualità estetica e narrativa[4].

La sceneggiatura dell’artista bergamasca, che si riporta in appendice a questo testo, nella sua sobrietà, affronta il mito solo nei suoi elementi narrativi, scrostandolo di tutte le riletture ideologiche e culturali, dei significati archetipici, che la figura di Aracne ha avuto nei secoli, soprattutto dopo la narrazione nelle Metamorfosi di Ovidio[5]. Però, la implicita valenza filosofica del mito, su cui ci si soffermerà in seguito, merito un discorso articolato.

 

  1. Aracne e le trasgressioni.

Ha scritto Sartre che se respingiamo il teatro di simboli, vogliamo che il nostro sia un teatro di miti e vogliamo di tentare di mostrare al pubblico i grandi miti della morte, dell’esilio, dell’amore[6].

Chi era Aracne? Nel film di Eva Cocca, Aracne è definita principessa. Non era così per Ovidio, che scrive: “Essa non fu nota né per luogo di nascita né per origine di stirpe, ma per maestria d’arte; suo padre, Idmone di Colofone, tingeva con la porpora di Focide le assetate lane; madre era morta, anch’essa venuta dall’umile popolo e di modestia pari al proprio il marito” (vv. 7-11). Altro elemento importante, per ulteriori considerazioni, è il luogo di nascita: per Ovidio Aracne era “uscita da piccola casata, nella piccola Ipepi” (v. 13), nella Lidia. Una terza ed ultima versione la dà figlia di tale Idomeneo, tintore[7]. Su questo nome si tornerà in seguito.

[1]
Titolo originale: “Ochamegami Monogatari Colocolo Polon”; produzione: Azuma Hideo/Kokusai Eigasha, 1982; trasmesso in Italia dal settembre 1984; numero episodi: 46; durata di un singolo episodio: 24 minuti; sigla italiana: “Pollon, Pollon combinaguai”, cantata da Cristina D’Avena. La voce di Aracne era quella di Cinzia de Carolis.

[2]                                                                                                                                                                                                                 Aracne, 5’, film di Eva Cotta; storyboard e regia di Eva Cocca; tecnica utilizzata: Macromedia flash; animazione flash e aiuto regia di Simone Antonucci; voci di Daniela Bregantin e M. Grazia Liguori; adattamento testo di Maria Grazia Liguori; animazione 20 Monica Corvaglia; tecnico audio Andrea Picozzi; postproduzione video Maresa Lippolis; Musica Brian Eno; dedicato a Daniel Massonet Massimo Maisetti e  Alan.

[3]                                                                                                                                                                                                                 Eva Cocca è nata il 1974 a Bergamo. Nel 1995-1998  frequenta l’”Esag”, Accademia di graphic design, a Parigi, Studi di illustrazione. Nel 2001-2003 frequenta la “Scuola di Cinema e Nuovi Media”, a Milano, Corso di film d’animazione e tecniche del cartone animato. Nel 1999 fa uno Stage presso gli Ateliers di pittura dell’Opera nazionale Bastille, realizzazione di calligrafia secentesca per il video di una scena del “Don Juan”, in collaborazione con il regista Dominique Pitoiset. Svolge attiva partecipazione alle produzioni di “Alcina” per l’Opera Garnier e di “Don Juan” per l’Opera Bastille. Nel 1999 promuove “Pinocchio nel Paese degli Allocchi”, esposizione di illustrazioni accompagnate da testi di Nicola Joppolo, in mostra con il Pinocchio di Emanuele Luzzati, presso la Torre Viscontea di Lecco, in occasione della IV edizione 2002 del Festival Internazionale del Cinema di Animazione, Dervio. Nel 2005 è stata organizzatrice del Cartun Festival, Rassegna di cortometraggi di animazione in collaborazione con la Scuola Civica di Cinema di Milano presso l’Etnival, Castello Sforzesco, Milano.

[4]              Questo f’ilm è stato in concorso a Cortopotere 2003, Fano Film Festival, rassegne di cortometraggi e sceneggiature. È risultato vincitore del 1° premio sezione “scuole cinema” al Festival internazionale del Cinema di Animazione.

[5]              Ovidio dedica ad Aracne il primo mito del libro VI, versi 1-145, delle Metamorfosi. Cfr. l’edizione italiana con testo latino a fronte, a c. di E. Oddone, voll. 2, Bompiani, Milano 1988.

[6]              Cfr. Forger des mythes (1946), J.-P. Sartre, Un théâtre de situations, a c. di M. Contat e M. Rybalka, II ed.,  Gallimard, Paris 1992,  p. 65.

[7]
Cfr. Aracne in Wikipedia, l’enciclopedia libera, sito telematico.