diotimacomunità filosofica femminile

per amore del mondo Edizione 19 - 2023

Per Cominciare

Oca selvatica

Oca selvatica acquerello delfina

Solo quando Anna Gnocchi, amica amante della poesia, interprete di lingua inglese, mi ha fatto conoscere la poesia di Mary Oliver, solo allora ho capito tutto. Ho visto con chiarezza perché quell’oca selvatica che mi era venuta incontro durante l’esposizione dei dipinti giapponesi a Brescia (1995-1996) mi ha richiamata con tanta forza più di vent’anni dopo, in quel vuoto che si è spalancato nelle nostre vite all’inizio della pandemia, diventando un’immagine che non mi ha dato tregua per giorni e giorni. Fino a quando ho sentito che potevo lasciarla andare. Sono nati così inchiostri e acquarelli, variazioni di quell’oca selvatica attribuita a Tosa Mitsusuke che, nell’opera allora esposta, appare circoscritta in un rombo che esalta il suo apparire… L’apparire di un corpo in volo. 

Qualche mese fa Chiara Zamboni mi dice che sta pensando al mio inchiostro dell’oca selvatica per la copertina del nuovo libro di Diotima. Sono felice, la richiesta di Chiara è per me un grande dono perché nel frattempo quell’esercizio che dava forma a quel corpo di animale in volo si è arricchito dei significati che i versi di Mary Oliver mi hanno restituito con tutta l’intensità profonda, come solo la poesia può fare. 

“Devi solo lasciar che il dolce animale del tuo corpo ami ciò che ama”: forse basterebbe questo verso per intuire qual è la radice di quell’irrinunciabile che troviamo articolato nei diversi saggi che compongono l’ultimo libro di Diotima.

Wild geese 

Mary Oliver  

You do not have to be good.
You do not have to walk on your knees
for a hundred miles through the desert, repenting.
You only have to let the soft animal of your body
love what it loves.
Tell me about despair, yours, and I will tell you mine.
Meanwhile the world goes on.
Meanwhile the sun and the clear pebbles of the rain
are moving across the landscapes,
over the prairies and the deep trees,
the mountains and the rivers.
Meanwhile the wild geese, high in the clean blue air,
are heading home again.
Whoever you are, no matter how lonely,
the world offers itself to your imagination,
calls to you like the wild geese, harsh and exciting–
over and over announcing your place
in the family of things.

Oche selvatiche

Non devi essere buono.
Non devi camminare sulle ginocchia
per cento miglia nel deserto in penitenza.
Devi solo lasciar che il dolce animale del tuo corpo ami ciò che ama.
Raccontami della disperazione, la tua, ed io ti racconterò la mia.
Intanto il mondo va avanti.
Intanto il sole e i chiari cristalli di pioggia
si stanno muovendo attraverso i paesaggi, su praterie e profondi alberi,
su montagne e fiumi.
Intanto le oche selvatiche, alte nell’aria limpida e blu,
son di nuovo sulla rotta verso casa.
Chiunque tu sia, non importa quanto solo,
il mondo offre se stesso alla tua immaginazione,
come le oche selvatiche ti chiama, forte ed appassionante –
annunciando ancora e ancora il tuo posto
nella famiglia delle cose.