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Tessere relazioni non è un’arte, tessere relazioni è arte

Premessa

 

L’anno scorso molte persone ricevettero la lettera che trovate di seguito.

Era l’invito a partecipare ad un’opera collettiva che riattivasse la pratica politica delle relazioni come tessitura, attraverso un fare artistico, capace di tenere, cucendo insieme, lacerazioni con fili dorati[1], in una dimensione di leggerezza che possa permettere la riparazione.

Saper attraversare il negativo e trasformarlo senza farlo andare a male.

L’idea, nata all’interno della relazione politica tra Donatella Franchi e Adriana Sbrogiò, ha preso forma il 28 aprile in una installazione che grazie alle calligrafie, all’ago e al filo, ha saputo portare le tracce del corpo di ognuna ed ognuno, esempio significativo e incontrovertibile di quanto l’arte abbia una dimensione relazionale.

Il progetto collettivo ha saputo farsi opera corale, grazie ai 151 contributi arrivati in risposta alla lettera, e grazie a tutte le persone che hanno aiutato nella realizzazione del progetto, dalla scenografa Franca Bertagnolli sino la moglie del sindaco di Spinea che alla mattina dell’inaugurazione ha lavato il pavimento dello spazio espositivo.

Come sottolinea Donatella quando racconta l’impresa, nella consapevolezza che nessuna avrebbe potuto farlo senza l’altra,  tessere relazioni non è un‘arte, tessere relazioni è arte.

 

Donatella Franchi, Tessere

 

[1]I fili dorati di una relazioni nel senso di fili preziosi, fertili e scintillanti.

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