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Riparare le relazioni. Una proposta politico-giocosa

*Questo è l’invito dal quale è partito il progetto realizzato da Donatella Franchi e Adriana Sbrogiò

 

Crediamo nella pratica politica delle relazioni, pensiamo che sia l’unica possibile.

Investiamo molte energie cercando di costruire relazioni significative nei luoghi delle nostre vite, da quelli del quotidiano a tutti quelli del nostro agire.

La pratica delle relazioni richiede il rispetto della diversità e anche del mistero dell’altra/o, la volontà di accogliere ed elaborare il conflitto senza innescare meccanismi di negazione e rifiuto.

È una pratica difficile.

A volte i conflitti generano lacerazioni che possono sembrare irreparabili, e a volte lo sono veramente.

Spesso però pensiamo che valga la pena riparare le relazioni lacerate mettendosi in ascolto dei punti di vista altrui, dando fiducia, facendo agire un’attenzione che è anche la pazienza del provare e riprovare, come quella che è necessaria per creare un manufatto.

Pazienza e patire hanno la stessa radice, che è anche quella di passione, che ci rimanda al desiderio.

La prima grande riparazione è quella che abbiamo agito nel rapporto con nostra madre, la cui impronta continua a riaffiorare nel nostro modo di stare in relazione. Dal ripensare il rapporto con la propria madre, dal desiderio di ripararlo, ricreandolo in modo responsabile e libero è nata una riflessione e una pratica delle relazioni la cui potenza trasformativa, che abbiamo sperimentato con il femminismo, vogliamo continui ad agire nel presente.

La proposta che facciamo vorrebbe unire la riflessione alla leggerezza.

Ad Adriana piace molto l’attività del cucire, perché ama tenere insieme, connettere.

Donatella ama i manufatti artistici.

Entrambe vi invitiamo a partecipare ad un’opera collettiva: chiediamo a ciascuna/o di voi di scrivere un pensiero o una breve riflessione, o anche una sola parola, che corrispondano al modo in cui pensate si possa riparare una relazione, partendo dalla vostra esperienza, senza nessuna idealizzazione.

 

Vi chiediamo di mandarci le vostre parole trascritte a mano e firmate su una carta bianca che potete inviarci via posta o passare allo scanner e spedirci via mail.

Il testo dovrebbe essere contenuto in uno spazio di 24 X 16.5 cm circa.

Le calligrafie verranno stampate su stoffa, per questo è importante che siano su fondo bianco.

Chi sceglie invece di utilizzare il filo e la stoffa, può ricamare le parole con un semplice punto su una stoffa non troppo pesante, e del colore che preferisce, della misura di 24 X 16.5 cm circa.

Tutti i testi che ci avete inviato saranno raccolti in un testo cartaceo che accompagnerà il manufatto.

La forma finale del manufatto verrà decisa nel corso del lavoro collettivo, ed è quasi del tutto imprevedibile.

  

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