La rivista »

Presentazione: Nel contempo

Nel contempo

…non si può dire ancora un tema delineato e programmatico, è piuttosto una suggestione, una specie di catalizzatore che attiri e metta in movimento nuclei di esperienza e discorsi.

Sono parole assonanti con “contemporaneità”, ma questa è una parola ormai troppo schiacciata sul significato del “nostro presente” come fosse un luogo omogeneo, nella quale ormai quasi non si avverte più il senso del convivere senza un unico ordine comune di dimensioni differenti del tempo, spesso niente affatto armoniche e addirittura incommensurabili o confliggenti.

Quando ho immaginato questo taglio, per la parte monografica della rivista, era perché da un po’ sentivo come dire che stavo, stiamo, vivo, viviamo “nel contempo” era un modo appropriato, realistico per quanto modesto di segnalare i differenti registri su cui corre la nostra vita singolare e la nostra vita comune.

Pensavo a come la mia vita scorre al ticchettio di orologi diversi, tutti esigenti, a come questi non siano affatto sincronizzati non solo con quello di Greenwich, ma nemmeno con il battito del mio cuore, con la campanella della mia scuola, con la sveglia di chi mi cerca, con i tempi di chi mi vive a fianco, con l’orologio biologico di chi è venuto prima e dopo di me per non parlare del mio, con le date del calendario e dei giornali, con il giro delle stelle o con le stagioni e le urgenze di chi sta sotto altri cieli. Pensavo a come tante volte il mio orologio accelera o rallenta, persino si arresta, mentre altri tengono il passo, o magari no, anch’essi corrono, perdono colpi, si fermano.

Quelle due parole “nel contempo” addensavano sentimenti di questa tonalità quando le ho proposte alle altre della redazione, e subito le altre ne hanno evocati molti variopinti altri: la frammentarietà del tempo in un presente non più scandito dal tempo del lavoro tradizionale, il condividere uno stesso tempo tra generazioni, il rapporto col tempo e i segni del passato, l’irruzione del tempo proprio di momenti della vita come la malattia o la maternità o l’innamoramento, il tempo dell’inconscio e quello della nostra vita cosciente, il tempo del cambiamento, il tempo che manca…

Altre parole ed esperienze, altre proposte verranno da chi sentirà risuonare quelle parole similmente o con tinte ancora diverse.

 

Condividi:
FacebookTwitterGoogle+