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Mesa ed E20: Due realtà autonome che vogliono far morire

Data l’assurdità degli accadimenti recenti, che rivelano l’evidente tentativo comunale di distruggere alcune delle realtà culturali di Montecchio Maggiore, è necessario ripartire dall’inizio per trovare un filo conduttore e raccontarvi quindi la storia di due spazi Arci della provincia di Vicenza: il Circolo Culturale Mesa ed E20 Underground.

Il mio avvicinamento a questi luoghi inizia tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio, quando un giovanissimo me iniziò a frequentare le feste Rock estive che si svolgono annualmente in tutta la zona vicentina. Per chi non lo sapesse la nostra provincia è molto attiva tra Maggio e Settembre per proporre eventi che si svolgono all’aperto (in genere in un parco o in un campo) nei quali si può ascoltare buona musica, acquistare qualcosa nelle bancarelle e informarsi su questioni politiche-culturali-ambientali. Anche in questo caso le “feste” vivono dei propri sforzi, senza contributi comunali e con tanto volontariato tra i giovani e gli amanti delle belle iniziative.

Tra queste c’era il Montecio Rock. Un festival, nato già alla fine degli anni ’70, nel quale un denominatore comune fatto di politica, cultura e solidarietà ha costituito il binario tra i giovani dell’epoca e coloro che fino al 2007 si sono impegnati a mantenerlo in vita come se fosse una sorta di testimone da consegnare alle generazioni successive passando da madri/padri a figlie/figli affinché non se ne dimentichi l’essenza. Quell’essenza che così sopravvissuta ha portato alla nascita prima di E20 Underground (il quale nel corso di circa quindici anni ha cambiato varie denominazioni e gestioni) come spazio aperto alla musica indipendente e in seguito del circolo culturale Mesa. E in questo scambio genetico tra il vecchio e il nuovo fui anch’io a mia volta coinvolto e influenzato dalle frequentazioni e dalle collaborazioni che mio fratello svolgeva all’interno del Montecio Rock. Già all’epoca ammiravo l’atmosfera che si respirava al festival e il clima all’interno di E20 ma mai mi sarei immaginato un giorno di farne parte appieno. Non è semplice evocare certe sensazioni e certi ricordi che hanno contraddistinto la mia gioventù a contatto con tali luoghi perché le emozioni provate rimarranno indelebili e la lotta che oggi mi ritrovo a combattere si muove anche sul terreno dell’evocazione di un passato che viene a mancare più di un futuro mai certo. Così spinto da tutto ciò e anche per dare uno stimolo a me stesso che ho colto al volo la proposta di una mia amica di inserirmi all’interno dei circoli Mesa ed E20. Il suo entusiasmo nel poter creare un progetto culturale e contraddistinto dalla necessità di una alternativa alla monotonia del piccolo comune in cui viviamo, contribuii maggiormente a mettere il mio Io in gioco. Nonostante i timori iniziali e una naturale timidezza, partecipando alle riunioni organizzative  potei così provare il gusto di dare una mano ad un circolo dove tante menti diverse collaborano per gli stessi intenti e per il solo piacere di riuscire a realizzare qualcosa che non ha nulla a che fare con la squallida retribuzione che riceviamo facendo un lavoro che odiamo. Lavorare in tal senso  volontariamente ha per me una grande importanza e la necessità anche di avere un ruolo attivo, partecipe e ricevere fiducia e importanza da un gruppo di persone mi ripaga da una mia storia personale che molto spesso riceve solo esclusioni e conflitti. Oggi infatti mi ritrovo a gestire “l’ufficio stampa” cosa che non avrei mai pensato di fare fino a pochi mesi fa. Un esperienza decisamente interessante che nessun altro ha mai voluto fornirmi in quanto personalmente ho sempre desiderato inserirmi nell’ambito della pagina scritta. Per questo bisogna ribadire l’importanza di questi luoghi perché oltre all’aggregazione fornisco le basi per esperienze che altrove nessuno è disposto a concederti e che io sto accumulando sulla mia pelle.

Non capita sempre infatti che tramite l’amicizia, la saldezza e l’unione si riesca a organizzare eventi di una certa importanza che piacciono in primo luogo a coloro che sono dei circoli e in secondo luogo riuscire a farli apprezzare anche dal pubblico. Ed è appunto il “cliente” che si diverte e ti ringrazia a chiudere il cerchio e a dare completezza a quanto realizzi sopratutto per gli altri.

In ogni caso attualmente i gruppi di gestione facenti parte al Circolo Culturale Mesa e quello di E20 si sono fusi in un’unica realtà per sostenersi a vicenda sotto ogni punto di vista: da quello economico a quello di forza lavoro, mentre in precedenza erano del tutto separati pur rimanendo in amicizia uniti. Ciò è stato favorito anche dalla nuova sede della Mesa che da un anno a questa parte si è trasferita nello stesso stabile ospitante E20.

La Mesa vede tra i suoi membri collaboratori parecchi di coloro che contribuirono a creare il movimento del Montecio Rock. Non ha mai ricevuto finanziamenti da sponsor, né da amministrazioni o aiuti da nessuno. Nonostante la situazione sia critica e debitoria, nuova linfa giovanile, e non solo, ha consolidato ancor di più la volontà dei suoi membri di compiere ogni cosa possibile per mantenere aperto il circolo.

Ad ogni modo, l’adesione all’Arci non è casuale e i due spazi si muovono lungo le linee tematiche proposte dall’associazione per realizzare i proprio scopi.

Entrando nello specifico alla Mesa si svolgono una serie di iniziative che propongono concerti musicali, presentazioni di libri, rappresentazioni teatrali, esibizioni di corpi di ballo, mostre fotografiche-pittoriche con uno o due eventi che si finalizzano nei fine settimana durante tutto l’anno. In tal maniera la Mesa appoggia gli artisti locali e i giovani emergerti che trovano nell’arte un modo per esprimersi e per comunicare col mondo esterno il proprio pensiero e la propria creatività.

Non solo. La Mesa collabora con le associazioni e le cooperative presenti nel territorio per eventi di solidarietà e aiuto sociale. Tra queste ricordiamo ad esempio: Piano infinito, Calimero non esiste, A.N.P.I, Lavoratori in corso. Con tali gruppi ci sia aiuta e ci si sostiene in maniera autonoma. Tra le ultime attività svolte all’esterno del circolo ricordiamo la Notte Rosa, un evento svolto tra il 13 e il 15 Settembre con lo scopo di sensibilizzare il pubblico circa le problematiche legate alla vita delle donne nella società dei giorni nostri. Per essere obbiettivi, nonostante la tre giorni avesse ottenuto il patrocinio del comune per utilizzare spazi pubblici come il castello di Romeo e la Sala Civica, è stato il circolo Mesa a caricarsi di ogni spesa sostenuta, per di più venendo denigrato per il mancato riconoscimento di quanto svolto sul sito del comune che in maniera del tutto “provocatoria” ha pubblicato parte delle notizie sulla Notte Rosa inviate e omettendo ad esempio chi fossero i reali organizzatori e le reali intenzioni dell’evento, nonché la data dedicata alle badanti.

Inoltre la Mesa si occupa anche di creare alternative “monetarie” in questo periodo di forte crisi economica, organizzando mercatini del baratto al proprio interno e facendosi promotrice per il periodo natalizio di un grande mercato del baratto che si svolgerà in piazza Fraccon a Montecchio.

Inoltre si seguono linee “politiche” e “decisionali” che non si appoggiano ad alcun partito politico ma che mirano a fini umanistici di fratellanza, uguaglianza, legalità, e con una forte impronta ambientale, che conducono perciò a intraprendere strade che portano alla lotta contro le basi e le servitù militari della zona vicentina, alla costruzione dell’autostrada Pedemontana, e dando il pieno sostegno ai lavoratori cassintegrati della Ceccato di Montecchio.

Per questi e altri motivi alla Mesa ogni partecipante dell’assemblea può farsi carico di una propria iniziativa a riguardo di un argomento verso cui è più sensibile e richiedere l’appoggio agli altri partecipanti o della struttura stessa verso gli obbiettivi che si prefissa.

Da ciò e nato da pochi mesi all’interno del circolo Mesa uno sportello Adl Cobas per dare supporto ai lavoratori, alle lavoratrici, alle immigrate e agli immigrati in difficoltà, fornendo servizi spesso gratuiti o pagati con contributi atti a non gravare sulle tasche di chi già non lavora.

Se ciò non bastasse a dare un’idea delle attività e dei desideri che circolano e nutrono la Mesa, ricordiamo inoltre che la stessa utilizza e usufruisce di una cucina grazie alla quale si organizzano spesso cene per raccolta fondi verso iniziative di carattere benefico e che i prodotti utilizzati vengono acquistati direttamente dal GASP di Montecchio. Per chi non sapesse cos’è il GASP (gruppo acquisto solidale produttori) esso è nato alcuni mesi fa per iniziativa del Piano Infinito Cooperativa Sociale, della Cooperativa Sociale 81 e Altre Associazioni, e si propone di offrire al propri soci la possibilità di acquistare ortaggi e frutta di qualità provenienti dal nostro territorio fornendo così prodotti biologici che abbattono i costi di trasporto e della catena produttiva. Infine favoriamo i produttori locali di vini biologici (Maule) o di birra artigianale (Lucky Brews) rispetto a prodotti commerciali e poco genuini.

E20 Underground invece è un circolo creato proprio per proporre, grazie ad un palco ed una sala, concerti musicali. Spesso ritenuto un luogo malsano e tossico dalla maldicenza generale, il circolo manifesta da anni, nel locale e sui volantini pubblicitari degli eventi, il proprio dissenso contro l’eroina e le droghe sintetiche istituendone all’interno un comitato di sorveglianza. In ogni caso E20 Underground è l’ultimo dei nomi dati da un posto che ha avuto gestioni differenti in circa 15 anni (Interno 20, Cantieri, Ex-Cantieri) pur mantenendo attivo quello spirito memore della realtà del Montecio Rock. Infatti scopo e obbiettivo della gestione di E20 e proprio quella di riorganizzare il festival fermo ormai da troppi anni per mancanza di fondi e per alcuni anni perfino di persone attive. Nell’ambito vicentino inoltre il luogo è rimasto una delle ultime frontiere per gli amanti della musica dal vivo, per i musicisti stessi, e per i coloro che cercano spazi alternativi ove divertirsi. E20 infatti supporta la musica indipendente in primo luogo vicentina e dunque italiana e in secondo luogo anche straniera nell’occasioni in cui è possibile. Per il resto le campagne, le battaglie e gli scopi perseguiti da questo circolo sono per tutto uguali a quelle promosse e sviluppate dal circolo Mesa.

Ma queste isole serene, che mai hanno chiesto aiuti esterni, sono a loro volta minacciate dalla chiusura per fattori politici più che economici. Dieci giorni fa, nel totale silenzio, il consiglio comunale ha posto nel proprio ordine del giorno un regolamento atto a eliminare o limitare i circoli privati e culturali. Fortunatamente è stata prorogata questa votazione al 26 Novembre.

La giunta del Comune è in maggioranza leghista e, dato l’avvicinarsi delle votazioni previste per il 2013, ha pensato di dare un forte segnale ai suoi sostenitori decidendo con tale regolamento di far sparire i nostri circoli, chiare forme d’opposizione contro l’ignoranza del partito, e della moschea di Montecchio, visto la grande simpatia nutrita dai leghisti verso le pelli scure.

Così, se si va a dare una letta alle regolamentazioni previste, risulta che i circoli non debbano ospitare più di sessanta persone al loro interno, per questioni di:

-sicurezza interna ed esterna ai circoli;

-parcheggi;

-traffico e sovraffollamento dei marciapiedi;

-igiene;

Idoneità che in primo luogo non deve di certo stabilire un comune, ma gli organi competenti e in secondo luogo il limite di popolamento di tali luoghi va a violare l’articolo 18 della Costituzione.

“I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche  indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare”.

Di fronte ad un potere istituzionale calato dall’alto che vuole chiudere, normare e controllare anche chi non sovvenziona e chi non ne dipende economicamente, abbiamo deciso di far valere tutta la rete di relazioni che abbiamo costruito ed intessuto negli anni, portare i nostri volti ed i nostri corpi sotto il Comune così come è avvenuto durante la prima manifestazione in data 8 Novembre fino al 26 di questo stesso mese; giorno in cui il consiglio voterà il regolamento ma che in ogni caso non ci cancellerà mai perché:

“C’ERAVAMO PRIMA DI VOI E CI SAREMO ANCHE DOPO!”

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