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Chi fa da sè. Un progetto a produzione partecipata sulla rinascita della Grecia

Graecia capta ferum victorem cepit.

(La Greciavinta, vinse il feroce vincitore.)

                         (Orazio, Epistole Il, 1, 156)

L’idea di proporre a Loredana Aldegheri, con cui sono in relazione da tempo – e attraverso di lei a Mag Verona -, il progetto che vi presentiamo, è nata dal desiderio di realizzare questa impresa (un testo che documentasse “in tempo reale” le nuove forme di auto-organizzazione nate in Grecia come risposta alla drammatica crisi economica) che sentivo tanto importante ed urgente politicamente quanto difficile – se non impossibile – da concretizzare attraverso canali più tradizionali. A fare ostacolo, in questo come in molti altri casi, l’impossibilità materiale di sostenere tutto lo sforzo economico necessario, così come quella di sottrarre alcuni mesi al lavoro che (sempre più faticosamente peraltro, in questi tempi di crisi durissima) mi consente di vivere.

In questa strettoia, tra il desiderio e difficoltà che apparivano insormontabili, ho cercato allora una “strada” diversa, che scommettesse sulle relazioni, sulla passione politica, sulla possibile condivisione con altre e altri di interessi e progetti. È su questo terreno, infatti, invece che sulle “regole del mercato”, che si giocano le iniziative “a produzione partecipata” (che altri chiamano anche “produzioni dal basso”): una proposta politica che si va molto diffondendo negli ultimi anni (e che, oggi come ieri, vede le donne protagoniste), ma che ha radici lontane, da cui ha tratto origine anche l’impresa di Mag Verona e molte sue iniziative, come quella più recente della “Casa comune”.

LA GRECIA RISORGE: VOLGIAMO LO SGUARDO

Della crisi che ha travolto la Grecia – epicentro di un sisma che sta facendo tremare le fondamenta dell’Europa -, in cui quello che vediamo crollare non è solo l’economia, ma un intero modello sociale, leggiamo da molti mesi, ogni giorno, sui media italiani. E per chi come noi ha relazioni con amiche e amici che vivono lì, alle notizie si aggiungono molte testimonianze dirette. Quello che sta succedendo, osservava mesi fa Russel Shorto (The New York Times Magazine/Internazionale) èqualcosa che non ha precedenti nella storia moderna del mondo occidentale”. Una crisi che ricorda piuttosto quella dell’Argentina del 2001, e che non riguarda solo la Grecia, ma coinvolge anche altri paesi europei, tra cui il nostro. E mentre in un’intervista a Bloomberg Tv l’economista Nouriel Roubini diceva nei mesi scorsi di aspettarsi per il prossimo anno, a livello globale, “la tempesta perfetta e la rivolta sociale”, già nelle ultime settimane, a fronte dei nuovi tagli imposti dalla Troika, in Grecia, Spagna e Portogallo abbiamo visto la ripresa delle grandissime manifestazioni che vi si oppongono.

Eppure, a fronte di uno scenario così catastrofico, in Grecia sta capitando anche altro: e se da una parte vediamo crescere fenomeni preoccupanti come quello rappresentato da Alba Dorata, dall’altra registriamo la nascita e il grande sviluppo di reti di cittadine/i che si attivano in prima persona, con altre/i, per ricostruire il tessuto sociale e economico, a partire dal contesto in cui vivono. Donne e uomini che inventano nuove forme di auto-organizzazione, dando vita a esperienze fondate sulla solidarietà, il mutualismo e la cooperazione, spinti dal bisogno primario di sopravvivere, di garantirsi i beni e servizi essenziali che con la crisi sono venuti a mancare. Ma dalle loro storie emerge anche altro.

«C’è molta rabbia, depressione, disperazione», ci raccontano amiche ed amici «ma anche un gran movimento, che coinvolge sempre più persone in tutto il paese. La crisi ha mobilitato anche grandi risorse di creatività sociale, economica e perfino artistica. Le persone hanno cominciato a organizzarsi tra loro, e le reti di solidarietà, di “mutuo soccorso”, sono diventate un punto di riferimento per molti: in primo luogo per chi è più in difficoltà, ma non solo».

Ci fanno molti esempi, di cui sappiamo ben poco dai nostri media: dalle diffusissime assemblee di quartiere alle reti di vendita diretta, al proliferare dei circuiti di monete locali e di scambi senza denaro. Dai molti utilizzi creativi della tecnologia a scopo sociale alla creazione di cucine collettive e di mense gratuite. Dagli ambulatori medici e centri di sostegno psicologico aperti da volontari all’autogestione di alcuni ospedali, alle esperienze di coltivazioni collettive e di “ritorno alla terra”. Dai progetti di riqualificazione del paesaggio urbano all’espressione artistica come strumento di denuncia, ma anche di riflessione, elaborazione e ricerca di nuove “strade”, ecc.

«Nonostante tutta la difficoltà, la fatica e la sofferenza che si prova e si vede» ci raccontano «in questa crisi ci sono anche opportunità che non vogliamo e non possiamo perdere: ci sta insegnando a riconsiderare il mondo ed il modo in cui abbiamo vissuto, a guardare in faccia anche i nostri errori e le nostre responsabilità, e a farci forza vedendo quel che di nuovo e di meglio, invece, può essere, e che stiamo già costruendo. Una frase scritta mesi fa su un muro ad Atene dà bene il senso di tutte queste esperienze: non lasciare nessuno da solo davanti alla crisi ».

La posta in gioco è quella di ricostruire vite e contesti attraverso pratiche di “politica prima”, mettendosi in gioco in prima persona in relazione con altre/i. A crederci sono in tanti, uomini e donne; e spesso – ci dicono molte/i – sono il protagonismo e l’energia femminili a fare da traino. Di questa “scommessa” vogliamo capire di più: non solo per rispondere alla richiesta di darle voce e di “esserci” (“abbiamo molto bisogno di contatti, di scambi, di solidarietà e di sostegno, di farvi sapere cosa stiamo facendo e che ci aiutiate a farlo sapere”, ci dicono molte/i), ma perché quel che succede in Grecia riguarda già direttamente anche noi. E perché pensiamo che anche per noi, lì, ci siano relazioni feconde da coltivare e indicazioni importanti.

A questo scopo, sollecitiamo la vostra attenzione attorno ad un testo “a produzione partecipata” basato su testimonianze e racconti in prima persona.

Quanti/e sono interessati/e a questo progetto possono, in base alle proprie disponibilità

– pre-acquistare copie del libro (al prezzo unitario di Є 12,00), anche attivandosi nella raccolta di ordini presso persone e realtà con cui sono in relazione;

– effettuare una libera donazione a sostegno del progetto;

partecipare alla realizzazione del testo in qualità di partner, con modalità de definire congiuntamente;

contribuire economicamente e organizzativamente alla realizzazione di iniziative di presentazione in cui, nei prossimi mesi, vorremmo coinvolgere alcune/i protagoniste/i di queste pratiche: un’occasione preziosa, crediamo, per ascoltare dalla loro viva voce le esperienze raccolte nel testo e per interloquire direttamente con loro.

Vi chiediamo di darci rimando al più presto sul vostro interesse e le vostre disponibilità,  e di effettuare i versamenti corrispondenti, con causale “Pre-finanziamento progetto “La Grecia risorge: volgiamo lo sguardo” (titolo provvisorio del libro),

– sul c\c   IT 19 R 08315 60 0310 0000 0008658 (c/o Banca della Valpolicella, Credito Cooperativo di  Marano, Filiale di Valgatara, intestato a Mag Società Mutua per l’Autogestione).

– o sul c/c postale IT08J0760111700000019533371 intestato a Mag Società Mutua per l’Autogestione.

Contiamo inoltre sul vostro aiuto per la diffusione e promozione dell’iniziativa presso i vostri contatti, attraverso tutti gli strumenti di comunicazione disponibili/utilizzati.

Per maggiori informazioni:

Loredana Aldegheri – MAG Verona: info@magverona.it – tel. 0458100279

Silvia Marastoni: silvia.marastoni@gmail.com – cell. 3487160563

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