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Grande Seminario Diotima 2019




Grande Seminario di Diotima 2019

Politica delle donne. Qui e ora

Inizia il seminario annuale di Diotima a partire da venerdì 4 ottobre 2019, alle 17,20 per poi continuare con il seguente calendario fino a venerdì 8 novembre:

Venerdì 4 ottobre, ore 17,20 aula Megalizzi (ex T.4), Antonietta PotenteIl paradiso dipende da noi

Venerdì 11 ottobre, ore 17,20 aula 2.1, Stefania FerrandoSopra la legge

Venerdì 18 ottobre, ore 17,20 aula 2.1, Wanda TommasiMovimento delle donne e soprannaturale

Venerdì 25 ottobre, ore 17,20 aula Megalizzi (ex T4), Elisabetta CibelliL’Altrove che è presente

Venerdì 8 novembre, ore 17,20 aula 2.2, Margherita MorgantinParlare la lingua dei sogni

 

Gli incontri si terranno in aula T4 (Megalizzi) – il primo e il quarto incontro -, in aula 2.1 – il secondo e il terzo incontro – in aula 2.2 il quinto incontro. Il tutto nel palazzo dei dipartimenti umanistici, Università di Verona, via San Francesco 22.

Per il seminario sono previsti 2 crediti F per le,gli studenti del corso di laurea di Filosofia.

 

Politica delle donne. Qui e ora

 

In cosa consiste, nella politica delle donne, quel centro che sentiamo essenziale? La sua radice sta nell’alimentare la fiducia in azioni sensate e in pensieri orientanti in un momento in cui gli scenari nazionali e internazionali tendono a restringere il mondo in binari obbligati, a soffocarlo in spazi senza alternative. La saggezza di donne di altre culture e altri tempi ci può aiutare in questo. Maymuna, una donna sufi, scriveva: «Quando il cuore di qualcuno è stretto, il mondo e ciò che vi si trova è anche stretto». Diciamo che la politica delle donne ha la capacità di allargare il cuore attraverso alcuni passaggi necessari. Ad esempio, pensare la relazione con la madre come origine di vita e di sapere è un passaggio politico, che, se lo continuiamo ad interrogare, se non lo perdiamo, ma lo teniamo su un piano simbolico, cioè come orientamento dello sguardo, ci dà libertà e ci toglie dalla reattività nei confronti di un mondo sempre più soffocante. Allora non sentiamo più il mondo come ostile e chiuso, ma come quello che ci è dato – ora, in questo momento -, e che vediamo e viviamo a partire da un legame tra sapere ed esperienza infinitamente aperto. Si potrebbe dire che la politica delle donne ha la capacità di creare fiducia attorno alla fiducia. Con tutta una serie di conseguenze che riguardano la cura e la qualità delle relazioni, la misura dei contesti, una curiosità e un’allegria di fondo, che pure non nega il dolore nostro e degli altri per le difficoltà, le incomprensioni, le sofferenze. È solo un respiro, che apre e che porta a guardare la realtà a partire da un’altra prospettiva. In questo modo la dischiude dal suo interno ad altro, che può accadere e che ancora nessuno di noi può prefigurare, ma che è già in cammino. La politica delle donne non è soltanto la pratica del partire da sé, delle relazioni asimmetriche e non strumentali, del creare spazi di scambio e di pensiero. Non è soltanto modificare i contesti. È essere consapevoli che ciò che riguarda un’altra donna ci riguarda. Non si riduce neppure ai movimenti – così vitali in questi anni – come il metoo, il Non una di meno e l’ecofemminismo. Naturalmente è tutto questo, ma troviamo politica delle donne anche nelle azioni e nelle parole di quelle singole donne, che sanno stare presso la differenza femminile. Sanno mettere in circolo vita e sapere, scommettere che c’è altro – qualcosa di vivente e imprevisto – nelle situazioni mediocri e apparentemente senza sbocco. Sanno provocarne l’esistenza.

Bibliografia:

Simone Weil, La persona e il sacro, Adelphi, Milano 2012.

Diotima, Femminismo fuori sesto. Un movimento che non può fermarsi, Liguori, Napoli 2017.

Antonietta Potente, Come il pesce che sta nel mare. La mistica luogo dell’incontro, Paoline, Milano 2017.

Chiara Zamboni (a cura di), La carta coperta. L’inconscio nelle pratiche femministe, Moretti&Vitali, Bergamo 2019.