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| diotima filosofa |
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"Diotima è una
comunità filosofica di donne. Queste, alcune interne
altre esterne alle istituzioni accademiche, sono
unite dall'amore della filosofia e dalla fedeltà
a se stesse." |
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Il
profumo della maestra
Nei laboratori della vita quotidiana
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Prefazione di Luisa
Muraro
CAPITOLO PRIMO
Chiara
Zamboni - Adelina eccelli: l'università
è il mio paese
INTERMEZZO
Chiara
Zamboni - Inventare, ringraziare: pensare
CAPITOLO SECONDO
Testimonianza di Zazi Sadou con una nota
di Delfina lusiardi - Ho scelto di lasciarvi
immagini di vita e di bellezza
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CAPITOLO
TERZO - Emozioni in aula
Giannina
Longobardi - Una questione di grazia
Francesca Migliavacca - Lasciarsi toccare
CAPITOLO QUARTO - Fare compagnia alla mente inferma
Luisa
Muraro - All'incrocio di altro
Daniela Riboli - Il salto in alto
CAPITOLO QUINTO - Dire svelare, mostrare
Diana
Sartori - Oltre la strategia della nonna
Franca
Porto - Il mio non è un gioco
Diana
Sartori - La volta di Maria
INTERMEZZO
Diana
Sartori - "… colla presunzione di veder
più lontano e più sicuramente con occhi di talpa
fissi nell'esperienza…"
CAPITOLO SESTO
Cristina Faccincani - Il pensiero dell'esperienza
CAPITOLO SETTIMO - Pensare facendo
Luigina Mortari - Sulle tracce di un sapere
Elisabetta Manenti - La casa del Po
INTERMEZZO
Chiara
Zamboni - Sentimenti che fanno luce
APPENDICE Diotima a Costagrande
Le donne, più degli uomini, hanno mostrato storicamente
il desiderio di stare in un rapporto vitale con
le cose che fanno e con il sapere che ne ricavano,
coinvolgendo in esso la propria soggettività. Pur
di non perdere questo contatto, rinunciano all’astrazione
pura e all’universale assieme al potere che offrono.
Si è trattato, da parte delle donne, di una scelta
dettata dal desiderio di mantenere legato il pensiero
all’esperienza. L’inclinazione a ciò è diventata
in molti casi scelta consapevole e non è mai stata
una costrizione.
Nel testo è implicita una critica alla civiltà della
scienza e della tecnica così com’è, ma in vista
di un più ampio senso della scienza, che sappia
dare spazio alla ricchezza di sapere che ogni caso
individuale offre nella sua singolarità.
Il libro nasce da un seminario che ha seguito questo
andamento. Ogni lezione è stata tenuta da due donne.
La prima, quella invitata e che era la più importante,
non era una studiosa o un’erudita: eccelleva invece
per il fatto di possedere una ricchezza di sapere
inseparabile dalla sua condizione personale e dal
suo percorso d’esperienza. Ed è stata la fiducia
in questa qualità a guidare l’altra ad invitarla.
Il tema riguarda dunque i saperi che fanno corpo
con l’esperienza e con la pratica.
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